Vino cotto marchigiano: prodotto tipico enologico tradizionale italiano

Il vino cotto marchigiano, definito in dialetto vì cotto (per l’abitudine fonetica di troncare l’ultima sillaba dei sostantivi), è una delle espressioni più autentiche della cultura contadina di questa regione. Questo vino viene prodotto soprattutto nelle zone collinari e pedecollinari delle province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Ancona ed è in particolare molto apprezzato quello del territorio dei comuni di Lapedona e di Loro Piceno. Dal 2001, con un decreto ministeriale,  il vino cotto entra a far parte nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali  italiani.

Vino cotto marchigiano: la sua storia

Il vino cotto marchigiano è una bevanda antichissima, la  cui  storia millenaria è da ricollegare ad uno dei primi metodi di trasformazione delle uve generate nell’area geografica che gli antichi greci (Ecateo) denominavano Enotria (Italia, terra dei vini). Tuttavia furono i Piceni a rendere famosa questa bevanda in tutta la penisola, assicurandole un posto d’onore nelle mense dei potenti. Imperatori e papi chiudevano i loro banchetti sorseggiando vino cotto dal profumo di resina e caramello. Sono stati i contadini ascolani e maceratesi a tenere in vita per secoli questa tradizione. Ogni famiglia aveva la sua botte – tra l’altro dote molto gradita per le giovani spose – dalla quale attingeva nei momenti più importanti della vita rurale: la mietitura, la nascita di un figlio, un matrimonio, ecc. Fino a duecento anni fa era ancora esportato in barili su navi in partenza dal porto di Ancona per molti Paesi d’Europa.

Vino cotto marchigiano

Vino cotto marchigiano

Vino cotto marchigiano: tecnica di vinificazione e tradizioni

Ancora oggi la tecnica di vinificazione del vino cotto marchiagiano è sempre la stessa: il mosto (delle uve locali Cacciò, Chiapparò , Pecurì, Maceratì, Passerì, Pagadebiti, Galoppa, Santa Maria, e un’indefinita “uva marchigiana” dal colore caratteristico) viene scaldato (cotto) a fuoco diretto, in caldaie di rame fino a farne evaporare un terzo – la metà dell’acqua, spesso aggiungendo, a scopo aromatizzante, qualche mela cotogna in ragione di una per ogni quintale d’uva circa.

A Loro Piceno si trova il Il Museo delle Attrezzature e degli utensili per il Vino Cotto, nei suggestivi ambienti adiacenti al chiostro della chiesa di San Francesco e si celebra ogni anno nella “Sagra del Vino Cotto”, cerimonia popolare estiva dove i migliori produttori espongono ed offrono questo ottimo prodotto.

By |2014-07-25T14:11:59+00:00Luglio 25th, 2014|Promozioni|
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