Cingoli | MarcheA 631 metri sul livello del mare, adagiato sulla sommità del Monte Circe, giace quello che viene definito il “Balcone delle Marche”: Cingoli. La sua posizione panoramica, infatti, consente a chi lo visita di osservare come la costruzione delle mura castellane di origine medievale si sia integrata nella cornice naturale del monte Conero, sino a spingere la vista più in là dove, all’orizzonte, si può scorgere il mare Adriatico. Situato nella provincia di Macerata, il comune di Cingoli possiede una storia antichissima, risalente a circa 5000 anni fa.

Abitato intorno al IX secolo a.C. dai Piceni, Cingoli, Cingulum all’epoca, fu fondata nel III secolo a.C. Nel periodo dell’impero romano questa cittadina fu più volte restaurata e fortificata soprattutto in seguito alla seconda metà del VI secolo quando venne invasa e devastata da parte di Goti e di Longobardi. Fu tuttavia in epoca tardo- medievale ed ancor più rinascimentale che Cingoli assunse le fattezze di un vero e proprio comune, dove molto fiorenti furono le attività artigianali, commerciali ed artistiche, così come lo sviluppo urbanistico che gli valse l’acquisizione, già avuta in passato ma perduta a causa delle devastazioni, della cattedra vescovile. Papa Pio VIII, nato Francesco Saverio Castiglioni, era infatti un nobile di origine cigolana e ciò permise al comune di essere parte attiva nella costituzione del Regno D’Italia e nelle vicende poliche e storiche che lo seguirono.

 

Cingoli: i luoghi d’interesse

 

Sant' Esuperanzio | Cingoli

Sant’ Esuperanzio | Cingoli

Il più importante monumento religioso di Cingoli è senza alcun dubbio Sant’ Esuperanzio. La chiesa, eretta in stile romanico-gotico, mostra, su di una facciata molto semplice, un rosone centrale sotto cui spicca il portone d’ingresso. Qui, nella lunetta, è presente la raffigurazione del vescovo, ad indicare lo stretto legame della città con la santa sede. All’interno, superata la navata centrale di cui si compone la chiesa, divisa in sette campatane da colonne romaniche, è possibile raggiungere la cripta ospitante le reliquie del santo di cui la chiesa porta il nome. All’esterno si trova un atrio con tre archi che sorreggono un ballatoio. Qui è presente la Fonte di Sant’ Esuperanzio risalente al 1525. Un tempo presenti quattro stemmi volti ad accompagnare l’iscrizione della fonte, oggi solo quello comunale risulta essere visibile.

Il cardinale e governatore perpetuo di Cingoli ,Egidio Canisio da Viterbo, dopo aver richiesto i lavori della fonte si occupò di ristrutturare ed accrescere il palazzo comunale. Sorto sulla sommità del colle di Cingoli in concomitanza con la nascita del comune, il palazzo presentava diversi ambienti all’interno del portico : un archivio pubblico ospitante le memorie storiche del paese ed un banco dei pegni. Mentre nel XVI secolo alcuni ambienti furono adibiti a teatro.

By |2015-04-29T12:48:29+00:00Aprile 29th, 2015|Itinerari Turistici|
Utilizziamo i cookie per personalizzare contenuti ed annunci, per fornire funzionalità dei social media e per analizzare il nostro traffico. Condividiamo inoltre informazioni sul modo in cui utilizza il nostro sito con i nostri partner che si occupano di analisi dei dati web, pubblicità e social media, i quali potrebbero combinarle con altre informazioni che ha fornito loro o che hanno raccolto dal suo utilizzo dei loro servizi. Acconsenta ai nostri cookie se continua ad utilizzare il nostro sito web. Impostazioni Accetto

Privacy Control

AGGIORNA / MODIFICA IL CONSENSO SUI COOKIE