Dal 2012 molti sono i presidi Slow Food delle Marche e nel mondo in generale. Ma cosa rappresenta veramente questo riconoscimento? E per cosa è stato realizzato? Alla base dei presidi Slow Food c’è l’associazione l’Arca del Gusto, che seleziona e cataloga in tutto il pianeta i prodotti agroalimentari di qualità a rischio di estinzione. Ad oggi sono stati segnalati oltre 2.000 prodotti in più di 120 paesi. Questi presìdi, tuttavia, non segnalano solo quegli alimenti in “pericolo di estinzione” ma sostengono anche in tutto il mondo quelle piccole produzioni che valorizzano il territorio recuperando mestieri e tecniche di lavorazione antiche volte a salvaguardare dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

I presidi Slow Food delle Marche: vediamoli in dettaglio

Fra i presidi Slow Food delle Marche il primo da annoverare, proposto anche nel Padiglione Expo 2015 della regione è la Cicerchia di Serra de’ Conti. Uno dei prodotti tipici più particolari e molto diffuso nelle Marche. Legume minuto e spigoloso, con colorazioni che vanno dal grigio al marrone chiaro maculato; è stato da sempre piatto presente nella tradizione locale delle Marche, sino a che non ha rischiato l’estinzione. Qualche contadino di Serra de’ Conti ha tuttavia ben pensato di proseguirne la coltivazione nell’orto di casa riuscendo così a far diventare l’alimento uno fra i presidi Slow Food delle Marche. Abbiamo ancora il Pecorino dei Monti Sibillini, legato alle antiche tradizioni pastorali della transumanza. Diviso in due varietà: quello fresco e prodotto tutto l’anno con il latte pastorizzato dai caseifici industriali, l’altro fatto con latte crudo, semicotto e stagionato in modo naturale; solo quest’ultimo è annoverato fra i presidi Slow Food delle Marche.

salame di fabriano

Salame di Fabriano Photo @www.fabrianoturismo.it

C’è poi il Salame di Fabriano prodotto solo da suini nati nell’ Appennino Umbro-Marchigiano ed allevati nell’area del fabrianese. Secondo la tradizione, il Salame di Fabriano va ottenuto preparando le carni magre del maiale (coscia e fiocco spalla) con l’aggiunta di lardo di schiena. Viene appeso in coppia ad asciugare per 2/3 giorni in appositi locali riscaldati al fuoco lento di un camino. Fra i presidi Slow Food delle Marche c’è anche il  Lonzino di fico. Prodotto tipico di questa regione viene preparato con fichi fatti asciugare al sole, macinati, impastati con anice, mandorle e noci tritate, avvolto in foglie di fico e legato con filo di lana. Anche il Mosciolo di Portonovo è fra i presidi Slow Food delle Marche. Grazie alla particolare tecnica utilizzata dai subacquei per pescarlo, si consente ai rampini di strapparlo dagli scogli mantenendo il seme sempre nella stessa dona di mare. Vivaio naturale per la raccolta dei moscioli è in particolare il Trave. Abbiamo infine la Mela rosa dei Monti Sibillini. Frutto coltivato da sempre nelle Marche oltre i 450 metri di altitudine. Un tempo le mele rosa erano preziose e ricercate soprattutto per la loro capacità di conservarsi a lungo, caratterizzate da una forma irregolare, leggermente schiacciata e con un peduncolo cortissimo, proporzionato alla loro misura inferiore rispetto alle altre mele.

By |2015-10-20T11:46:32+00:00Ottobre 20th, 2015|Promozioni, Specialità enogastronomiche|
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