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10 Giu

MATELICA: GLOBO E BUON CIBO

 

Matelica e il mistero del Globo

 

Matelica. Luogo di cultura. Di tradizioni. Di mistero. Come quello del Globo di Matelica:  una sfera di marmo bianco  scoperta nel 1985 e rappresentante una sorta di orologio solare costruito appositamente per la cittadina. Realizzato con un marmo cristallino proveniente dall’antica cava di Afrodisias, oggi in Turchia, questo globo sembra possedere un’incisione greca che lo divide in due emisferi, proprio come l’equatore fa con la Terra ed è stato costruito per funzionare solo ad una latitudine di circa 43º, come quella della cittadina. Tuttavia il motivo di tale costruzione e chi ne sia l’artefice, non è risaputo.

Ma il primo mistero di Matelica è senza alcun dubbio legato alle origini del suo nome.

Differenti furono infatti le teorie esposte nel corso del tempo, ma tutte, che gli attribuissero antenati celti o greci, hanno lasciato infine posto a quella che la vede quale uno dei centri della cultura picena.

Le origini

Il primo cenno di esistenza del comune di Matelica si ha intorno al 1150, quando gli abitanti del luogo combatterono contro il Conte Ottone. Fu tuttavia solo quando l’antica famiglia, nel 1394, riprese il potere sulla città grazie all’aiuto papale, che l’assetto urbanistico di Matelica assunse la fisionomia che ancora oggi possiamo rintracciare.

Con la sua Fontana Ottagonale , in pietra bianca, risalente al l587, la Torre Civica che si appoggia al Palazzo del Governo, Matelica si mostra a noi come una cittadina un tempo dedita soprattutto alla produzione tessile. Più di 100 erano infatti, intorno al 1500, i lanifici qui presenti.

Segno distintivo lo troviamo all’interno del porticato della Loggia. Con le sue luci ed il suo colonnato, questa costruzione sulla destra del palazzo del Governo fu voluta da Ascanio Ottoni nel 1511 come elemento di arredo urbano, adibito alla contrattazione dei panni in lana.

Nel tempo, tuttavia, le industrie tessili e gli opifici cedettero il posto ad altre tipologie di industrie, giovando ai settori della viticultura e dell’allevamento di cui ora Matelica fa vanto.

Preziosi sono infatti i prodotti enogastromonici che questo territorio ha da offrire, come il “Ciauscolo“, salume da spalmare o il salame “Lardellato”.

E dopo una cena a base di “Vincisgrassi” e “Tagliatelle della trebbiatura”, oppure assaggiando secondi farciti quali “coniglio in porchetta” e “pollo in potacchio”, val la pena riposarsi in un luogo che ha in sé il gusto dell’antico e del nuovo. Un punto d’arrivo e di partenza a pochi chilometri da Matelica, immerso nella tranquillità della campagna marchigiana, ma godendo di tutti i comforts ed i servizi di una moderna struttura ricettiva.

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