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Leggende delle Marche: Paolo e Francesca di Gradara
1 Apr

STORIE DELLE MARCHE: PAOLO E FRANCESCA

 

Storie delle Marche: Paolo e Francesca alla rocca di Gradara

La Regione Marche, come molte altre in Italia, deve alla sua antica storia numerosi miti e leggende ambientati sul suo territorio. Tra le varie storie delle Marche, ci soffermeremo su una delle più “romantiche”: quella dei famosi ed altrettanto sventurati amanti Paolo e Francesca. “Amor, ch’a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m’abbandona”: tutti quelli che hanno avuto il piacere di studiare la Divina Commedia a scuola si saranno imbattuti senz’altro in questi versi del V° Canto dell’Inferno dantesco, uno dei più famosi proprio perché vi si narra la sfortunata vicenda dei due innamorati che, scoperti dal marito di lei mentre si baciavano, furono uccisi da quest’ultimo, nonché successivamente ricordati dal grande vate toscano. E’ proprio tra le più famose storie delle Marche che questa storia si colloca: si narra, infatti, che la rocca di Gradara posta sulla sommità di un colle tra la Romagna e le Marche ed il suo bellissimo e ben conservato castello, abbiano fatto da sfondo alla vicenda.

Storie delle Marche: la storia di Paolo e Francesca

Come molte delle storie delle Marche e non solo, il racconto di Paolo e Francesca tra origine da una storia vera e su cui molti hanno scritto in tutte le epoche. Giovanni Malatesta, detto Giangiotto, era figlio di Malatesta I e Signore di Gradara. Nel 1275 sposò Francesca Polenta ma, dato il suo ruolo di Podestà nella città di Pesaro, era obbligato a recarsi spesso in città. Durante queste trasferte sua moglie Francesca rimaneva da sola al Castello di Gradara e Paolo, fratello di Giangiotto, le faceva spesso visita. Pian piano la loro frequentazione divenne sempre più assidua ed intima tanto che Giangiotto cominciò a sospettare che esistesse una relazione amorosa tra i due. Un giorno finse di partire per uno dei suoi viaggi e sorprese il fratello e la moglie insieme in camera da letto, mentre si baciavano. Brandendo la spada si avventò contro Paolo ma Francesca si inserì tra i due e venne trafitta per prima dalla spada. Nei secoli che seguirono si cercò di giustificare il peccato di adulterio dei due cognati: Francesca era stata precedentemente ingannata, essendole stato indicato Paolo e non Giangiotto come suo futuro sposo. Lo stesso Dante Alighieri, pur collocando i due amanti nel girone degli adulteri, ne parla in modo benevolo e commovente, facendo emergere la loro buona fede e la sorpresa di essersi ritrovati in una condizione tanto “galeotta” ed inaspettata. Oltre a Dante la leggenda di Paolo e Francesca è stata celebrata da poeti e scrittori come Gabriele D’Annunzio e Silvio Pellico, musicisti quali R. Zandonai e pittori come D.G. Rossetti e A. Scheffer ed ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone.

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